Katja Snoeijs, attaccante classe 1996 dell’Everton, ha recentemente rilasciato una toccante intervista a Tom Garry (The Guardian) in occasione del mese dedicato all’Endometriosis Action Month, in cui ha appunto descritto il proprio percorso dal momento in cui si è accorta che qualcosa non andava, alla diagnosi.
KATjA SNOEIJS: “È UN DOLORE MOLTO ACUTO E PUNGENTE AGLI ADDOMINALI”
“Da quando sono adolescente ho avuto sintomi simili, ma all’epoca pensavo che fosse un normale dolore dovuto al ciclo. Ma negli ultimi due anni hanno influenzato le mie prestazioni sul campo” esordisce Katja Snoeijs. “All’Everton, c’è stata una partita l’ultima stagione in cui ho avuto il ciclo, ma ho cercato di proseguire. Ho iniziato la partita, ma non potevo stare dritta, e ho preso molti antidolorifici. All’intervallo ho dovuto essere sostituita dal dolore. In quel momento ho capito che dovevo fare qualcosa“.
La realizzazione
“È difficile da prevedere, è un dolore molto acuto e pungente agli addominali, passa da zero a cento in pochissimo tempo. Da atleta pensi sempre che puoi sopportarlo, ma in realtà stai solo peggiorando le cose. Non volevo sembrare debole e aiutare la squadra, ma non potevo correre fisicamente. Questo Natale ho improvvisamente sentito i crampi per il ciclo, ma qualcosa non andava. Sono rimasta a letto tre giorni perché il dolore era fortissimo. Non era qualcosa di normale“.
L’operazione
“All’inizio un ginecologo mi aveva detto di non preoccuparmi, ma un secondo parere ha effettivamente condotto ad una risonanza magnetica che ha evidenziato la presenza di endometriosi. Ho parlato con il dottore del club, che mi ha espresso supporto in qualsiasi decisione che io avessi preso. Così sono andata sotto i ferri. Sono riusciti a bruciarne via il più possibile. All’inizio dovevo solo riprendermi dall’intervento in sé, dall’anestesia e dalle cicatrici, ma una volta superata quella fase, il recupero è andato liscio” continua Katja Snoeijs.
La diagnosi
“Ci ho messo solo 12 mesi ad avere la diagnosi. L’attesa media è di 9 anni” evidenzia l’attaccante. “Parlarne aiuterà sempre più donne a capire che i propri sintomi non sono normali dolori, e le incoraggerà a cercare supporto e una spiegazione medica. Anche nello spogliatoio le conversazioni sul dolore mestruale si sono aperte, e ci sono altre compagne che ci combattono. Ci aiuta a capirci meglio“.
I sintomi
“I sintomi più comuni sono dolore pelvico, dolori mestruali intensi, sanguinamento mestruale abbondante, dolore durante i movimenti intestinali, dolore quando si urina, dolore durante o dopo i rapporti sessuali, difficoltà a rimanere incinta e affaticamento quando è presente uno o più degli altri sintomi dolorosi. Fidatevi delle vostre sensazioni e del vostro corpo“.
“Noi donne siamo molto brave a capirci. Cercate di essere sicure di voi stesse e non lasciatevi mettere da parte se sentite di non essere ascoltate o di non ricevere il trattamento giusto. Anche con una condizione come questa, non deve per forza influire sulla vostra carriera sportiva. Potete comunque giocare ai massimi livelli“. E Katja Snoeijs lo sa bene, essendo nata con un buco nel cuore e cresciuta con una gamba più lunga dell’altra.





