Il London City Lionesses di Michele Kang si sta contraddistinguendo, come le altre squadre dell’imprenditrice quali Washington Spirit e OL Lyonnes, per disporre di u grosso budget con il quale potersi permettere di pagare i lauti stipendi delle stelle dl calcio femminile mondiale, al contempo evidenziando quanto la multiproprietà sia fondamentale per permettere a più club di esistere, sia quanto possa esistere la possibilità di un conflitto di interessi nel medio-lungo termine.
LONDON CITY LIONESSES VS COMO 1907: LA ROSA
La rosa del London City Lionesses, all’8 luglio 2026, conta calciatrici del calibro di Mary Earps, Alanna Kennedy, Jana Fernández, Saki Kumagai, Alexia Putellas, Grace Geyoro, Daniëlle van de Donk, Nicole Anyomi, Lucía Corrales, Delphine Cascarino, Nikita Parris, Kosovare Asllani e Freya Godfrey, oltre ad una serie di calciatrici di grande esperienza (Sanni Franssi ed Elena Linari, entrambe ex Serie A), e alcuni talenti da valorizzare. Una rosa importante che, in patria, si candida tra le protagoniste quantomeno della lotta Europa, con la possibilità di provare a combattere per un successo in una competizione come le League Cup o la FA Cup.
Nel frattempo, il Como 1907 – qualora dovessero concretizzarsi le voci di mercato – potrebbe trovarsi in rosa Francesca Durante, Yasmim, Agnese Bonfantini, Emilie Haavi, Eseosa Aigbogun, Tessa Wullaert, Carmen Menayo, Sari Kees, Riola Xhemaili e infine Freja Siri Olofsson, oltre a Verónica Boquete e Valentina Giacinti. Al netto della grande differenza di valore puramente tecnico, due rose che – per il campionato in cui si trovano – promettono ambizioni europee con vista sulla vittoria del titolo, e competitività nelle coppe.
GLI SCENARI DEL FUTURO: ELEMENTI PREVISTI E IMPREVISTI VARI
Due rose così, costruite con la stessa filosofia di progetto vincente nel breve termine e al contempo disponente di una ingente somma alle spalle, si dividerebbero quindi la realtà tra successo annunciato o fallimento repentino, senza vie di mezzo ad attenuare. Similmente, non si tiene conto di eventuali infortuni o gruppi difficili da amalgamare vista la grande mole di personalità da gestire, un pregio ma al contempo una grande responsabilità sia per le calciatrici stesse sia per chi andrà ad allenarle. E per il futuro, attualmente, il settore giovanile dovrà comunque essere allestito con un criterio differente, puntando alla formazione completa più che alla performance da Prima Squadra.
Soprattutto, non si tiene ancora conto di un mercato che potrebbe indirizzare il talento e le migliori giocatrici in altre squadre o in altri Paesi (Canada e Messico stanno diventando seri contender nei campionati di media fascia) o in squadre diverse da quelle attuali, il che per squadre come il London City Lionesses potrebbe essere potenzialmente più difficile attrarre il talento, soprattutto se fosse difficile ad oggi conquistare trofei nonostante poter disporre di una squadra di respiro internazionale. E attenzione ad un dettaglio: qualora l’LCL dovesse qualificarsi alla prossima Champions, Kang dovrà giocoforza cedere o loro o il Lione ad una differente proprietà per la nuova regola UEFA.
E IN TUTTO QUESTO, COSA C’ENTRA IL COMO 1907?
Il Como 1907, al momento, non rientra nel discorso delle multiproprietà (a differenza del Como Women, la cui società, ovvero Mercury/13, controlla anche il Bristol City in WSL 2), ma al contempo il grosso del proprio business deriva dal patrimonio della famiglia Hartono e quindi sul capitale del quale dispone la società professionistica maschile. Di fatto, gli unici due sistemi su cui si regge il calcio femminile di alto livello. Nel caso delle lariane, almeno attualmente, la UEFA non mette paletti ai regolamenti della proprietà.
Il rischio, però, di incappare negli stessi errori del London City Lionesses, potrebbe essere concreto allo stato attuale, e a differenza delle inglesi, il calcio italiano è in uno stato di competitività al ribasso rispetto a quanto prodotto dalla Super League. Per questo motivo, se da un lato si può essere competitivi senza spendere per forza le stesse cifre di Kang, dall’altro ci potrebbe essere il rischio di sopravvalutare la propria forza tecnica, incappando, in Europa, in sconfitte pesantissime, come già avvenuto – per esempio – alla Fiorentina 2024-25, battuta dal Wolfsburg per 7-0 e 5-0 nelle sfide decisive per l’accesso alla fase a gironi.
LA RICETTA SEGRETA DEL SUCCESSO
Costruire una squadra competitiva è la parte più semplice e al contempo più complicata possibile per una società. Per essere competitivi per una stagione basta una rosa giovane e talentuosa senza particolari elementi di forza e senza elementi negativi, come ha dimostrato perfettamente il Leuven nell’ultima Champions League. Sul lungo termine però, servono un progetto chiaro e un’identità di gioco (che sia tiki-taka o catenaccio poco importa).
Si aggiungano poi strutture di allenamento e staff, se non all’avanguardia, comunque esperti, un’Academy capace di produrre giocatrici di talento, che eventualmente possono essere poi vendute e i soldi del trasferimento reinvestiti, e una mentalità che alzi sempre l’asticella, pretendendo il massimo dalle giocatrici, ma dando al contempo loro un esempio fulgido di cosa voglia dire volere sempre il massimo. London City Lionesses e Como 1907 hanno già messo a segno la prima parte, la competitività nel breve termine. Ad essa, va aggiunta tutta quella parte di contorno che determina la differenza tra una squadra forte oggi, e una forte sempre.





