Michele Kang, alla BBC, illustra la sua visione del calcio femminile

Michele Kang, proprietaria di OL Lyonnes, London City Lionesses, Washington Spirit (entrata anche in trattativa un anno fa per l’acquisizione del Levante UD), è stata recentemente intervistata dalla giornalista Emma Sanders sui canali ufficiali BBC per illustrare la sua visione sul calcio femminile, con particolare riguardo alla multiproprietà, quest’ultimo punto sensibile.

MICHELE KANG, L’INTERVISTA COMPLETA

Gli obiettivi

Il nostro fine ultimo non è vincere il campionato, ma dare a tutte le giovani ragazze intorno al mondo (e non solo in Inghilterra, negli Stati Uniti o in Francia) di coronare i propri sogni e obiettivi nello sport. Sono una donna nata negli USA, e sono stata abbastanza fortunata da raggiungerli, e voglio che succeda lo stesso ad ogni giovane ragazza di questa e della prossima generazione. Non sarà questo sistema ad impedire loro di conquistare i loro obiettivi, e voglio creare un ambiente nel quale ciò diventi possibile“.

La creazione di un prodotto competitivo

Una delle cose più importanti è trattare le giocatrici in quanto donne, e provvedere a tutti gli strumenti all’avanguardia per gli allenamenti e gli spazi di gioco e una specie di centro di allenamento adatto a loro, e non utilizzare strutture di seconda o terza mano. Dobbiamo creare il miglior prodotto affinché i tifosi e chiunque altro là fuori abbia interesse a venire qui. Non stiamo competendo solo con i club maschili, stiamo competendo contro tutte le altre forme di intrattenimento“.

La crescita del movimento

Se parliamo di calcio femminile, e si ha l’interesse reale a far crescere il movimento, bisogna capire quanti investimenti ci sarà bisogno di fare. Non è solo una questione di comprare calciatrici e di competere, bensì ci sono tutte le infrastrutture, non è scontato, perché non abbiamo tutti quegli accordi enormi che ha il calcio maschile. Non riempiamo sempre tutti gli stadi, non abbiamo accordi milionari con i media, ma vogliamo comunque far progredire il calcio femminile“.

La multiproprietà

Quindi qual è la conclusione più naturale? Devi creare una sorta di bilancia, perché non c’è una ragione per la quale ogni club debba investire per forza nella ricerca della performance delle atlete. Dovremmo unire tutte le risorse assieme, una volta sola, e poi condividerle. La multiproprietà, dal mio punto di vista, so che ha una brutta visione che arriva dal calcio maschile, ma l’ho detto anche prima: nel calcio femminile, è quasi necessario finché non avremo accordi commerciali decenti disponibili“.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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