Milan-Inter è terminato domenica scorsa per 1-1, ed è il momento di trarre le ultime conclusioni sul derby giocato a San Siro. Ne approfittiamo anche per riportare alcune dichiarazioni post-gara dalle interviste di Luca Maninetti, giornalista di SempreMilan e RadioRossonera, caricate sul suo canale YouTube.
MILAN-INTER: SAN SIRO, PUBBLICITÀ, VISMARA
L’opportunità di giocare a San Siro si è costruita nella giornata di giovedì, quando si è capito che l’inagibilità del Vismara si sarebbe protratta anche per il derby. Una decisione che ha creato un effetto sorpresa in positivo, in quanto uno scenario del genere era molto difficile da preventivare, soprattutto perché il calcio maschile vede il regolare svolgimento del campionato di Serie A.
Dall’altro lato, è stato un peccato che dell’inagibilità non si sia stati informati con qualche giorno di anticipo, perché la campagna pubblicitaria che ne sarebbe derivata ne avrebbe giovato. Alla fine, si registrano 2422 spettatori, dei quali 1300 paganti, ed è comunque un risultato da non sottovalutare. Nel 2011, Arsenal-Liverpool si giocò all’Emirates davanti a 2017 spettatori, e ora le Gunners fanno soldout ogni domenica in cui giocano in casa. Chissà che in futuro non possa ripetersi la stessa cosa anche in Italia.
MILAN-INTER, LE DICHIARAZIONI POST-PARTITA
L’analisi dei coach
Qui Milan
“È una partita normale, ma è così speciale giocare qui a San Siro” esordisce Suzanne Bakker, allenatrice del Milan, già abituata a giocare con una certa continuità nei grandi stadi del calcio, per cui impostare la partita, seppur con poco preavviso, è stato fondamentale. “Penso sia una promozione per il calcio femminile italiano” aggiunge, parlando di come sia anche un sogno diventato realtà per molte calciatrici. “Penso che per migliorare dovremo creare molte più opportunità. Oggi (domenica, ndr) ne abbiamo create tante, non avevamo pressione da parte dell’Inter perché ogni volta abbiamo trovato una giocatrice libera, o della difesa o del centrocampo. Abbiamo controllato il gioco, solitamente davanti perdiamo palla quando acceleriamo, ma questa volta abbiamo fatto meglio” conclude, analizzando tatticamente l’incontro.
Qui Inter
“Il primo tempo non è andato bene, il secondo tempo meglio” è invece quanto ha da aggiungere il tecnico Piovani, con un’Inter che ha avuto difficoltà contro questo Milan per 45 minuti, poi è migliorata progressivamente. “Giocare su un campo del genere è veramente stimolante, l’unica pecca che è stato magari pubblicizzato negli ultimi 2/3 giorni, e se ci fosse stato un po’ più tempo magari veniva anche un po’ più di gente” aggiunge, dando sostanza alle sensazioni in questo senso.
“Per me è un punto guadagnato, nel senso che a noi serve molto per muovere la classifica in avanti, al Milan forse meno perché non so se raggiungerà la Poule Scudetto. Mi auguro ci arrivi, perché mi piacerebbe giocare altri due derby contro di loro, però a noi servirà molto per la fine del campionato questo risultato” prosegue, prima di concedersi una riflessione su un’altra rivale, la Juventus. “La Juventus in questo momento è inarrivabile, è una squadra completa, che ha messo dentro delle giocatrici importanti per fare la Champions League e adesso se le ritrova a fare il campionato, per cui ha ancora qualcosa più di noi. Il campionato è ancora lungo, noi possiamo dire la nostra“.
MILAN-INTER: COSA SIGNIFICA SEGNARE A SAN SIRO?
“Ho sempre l’onore di giocare nel Milan, davanti ai nostri tifosi, ho visto anche alcune leggende del calcio come Zlatan (Ibrahimovic), quindi segnare qui a San Siro è molto bello, l’ho apprezzato. Lavoro per migliorare, sono una di quelle persone che vuole sempre fare meglio, quindi essere la prima giocatrice del Milan a segnare in questo stadio, in questo momento storico. Forse avremmo dovuto giocare qui prima (ride), aspettavo il momento magico” analizza Nadia Nadim, autrice del suo primo gol in rossonero, aggiungendo un pizzico di ironia.
“Devo essere sincera, mi ritengo fortunata, perché ho avuto la fortuna di giocare in questi stadi, sono stati eventi importantissimi, poi l’Olimpico era casa mia [si riferisce a Roma-Barcellona di Champions League]. Oggi peccato che sia stato pubblicizzato poco, perché abbiamo avuto nemmeno il tempo di realizzarlo, di sognarlo e di volerlo fortemente, però appena sono entrata mi ha fatto un effetto stupendo. Spero che in futuro siano questi gli stadi del calcio femminile” sono invece le parole di Elisa Bartoli, che ha sbloccato l’incontro.





