Il Mondiale U20 Femminile ha registrato una doppia sorpresa, allorquando gli Stati Uniti sono stati eliminati ai calci di rigore dal Brasile negli Ottavi di Finale, mentre l’Inghilterra ha addirittura perso per 3-0 contro la Nigeria. Questo ha aperto un dibattito su quanto WSL e NWSL abbiano segnato un solco a livello di Nazionali Maggiori, portando una grande competitività, ma al contempo lasciando poco spazio alle proprie giovani, dovendo trovare nuove soluzioni per dare loro spazio.
Mondiale U20 Femminile, perché alcune Nazionali faticano così tanto?
Anzitutto bisogna considerare i percorsi delle Nazionali Under in maniera distinta dalle Nazionali Maggiori, per il semplice fatto che, mentre nelle seconde buona parte delle giocatrici, se non tutte le più “importanti” (o quantomeno famose) giocano a livello professionistico, nelle prime la situazione è molto più variegata. Non è raro vedere le calciatrici delle Nazionale Under in squadre Academy o Primavera, o militare in una squadra di Seconda Divisione. Va detto che comunque, quelle dei principali campionati del ranking, beneficiano del potersi allenare in club professionistici con strutture all’avanguardia.
Nel caso di questo Mondiale, non essendo inserito in una finestra FIFA internazionale (motivo che ha spinto Alex Morgan, Crystal Dunn, Marta Vieira da Silva e Claire Hutton ad aprire il dibattito in tal senso), diverse Nazionali sono state prive dei loro elementi di spicco, come Hutton stessa, trattenuta dal suo club in NWSL (il Bay FC), mentre altre si sono infortunate, come Mao Itamura del Liverpool, rimasta in Inghilterra per una procedura chirurgica minore all’addome.
Negli Stati Uniti, inoltre, la piramide calcistica è molto più dispersiva, poiché la base si compone di campionati collegiali e universitari, poi vi sono USL e NWSL, mancando quindi sia tornei intermedi prima dei tornei principali del Paese, e la NWSL II, che dovrebbe fare da “campionato Primavera” (è impreciso, ma dà l’idea) non è ancora stata lanciata, e dovrebbe partire idealmente nel 2027. L’eliminazione del draft, infine, ha probabilmente disperso ulteriormente il talento nelle ultime stagioni.
Situazione leggermente diversa per l’Inghilterra, nella quale però la Football Association ha costretto i club di Terza Divisione ad accettare le squadre Academy, dopo aver scartato l’ipotesi delle squadre B. La forzatura è dovuta al cercare di costruire maggiori opportunità per le giovani, infatti tali Academy “saranno scelte in base alla forza tecnica e in proporzione al talento inglese“. L’esperimento, però, non sembra essere partito per il verso giusto: il Crystal Palace U21 ha dovuto abbandonare la sfida contro il Wimbledon sul 6-0 al 49′ per un numero insufficiente di giocatrici in campo.
Competizioni Under, lo storico di Inghilterra e Stati Uniti
A destare ulteriori preoccupazioni, sono i risultati dei Mondiali e degli Europei Under: gli Stati Uniti hanno vinto tre Mondiali U20, ma non ne conquistano uno dal 2012, e nonostante il terzo posto dell’ultima edizione, in mezzo hanno raccolto un’eliminazione ai Quarti e due ai Gironi, e un quarto posto nel 2016. Nei Mondiali U17, contano un terzo posto, sempre nel 2024, e un secondo nel 2008. In mezzo, due mancate qualificazioni e tre eliminazioni al girone.
Per l’Inghilterra, due quarti posti al Mondiale Under-17 in tre partecipazioni, e il miglior piazzamento al Mondiale U20 è un terzo posto nel 2018. Per gli Europei di categoria, un successo nel 2009 in quello Under-19, ma non raggiunge la finale dal 2013, mentre in quelli U17 è stata finalista nel 2024 dopo aver conquistato due terzi posti, nel 2016 e nel 2023. Considerando che le statunitensi hanno quattro Mondiali e quattro ori Olimpici, e le inglesi hanno vinto due Europei back-to-back e sono vicecampionesse del Mondo come Nazionali Senior, i risultati sono un filo deludenti.
A rappresentare oggi lo standard europeo è la Spagna, che oltre a registrare 17.806 minuti di impiego per le calciatrici cosiddette formate (dati Telegraph), ha conquistato cinque Europei U-17, otto Europei Under-19, dei quali gli ultimi cinque tutti consecutivi, l’ultimo pochi mesi fa, due Mondiali U17 e un Mondiale U20 Femminile, oltre ad essere Campione del Mondo in carica e aver vinto due edizioni della Nations League. Per le formate, il minutaggio inglese è impietoso, per soli 1.897 minuti, un terzo rispetto all’Italia, che ne conta 6.323.
La preoccupazione di Emma Hayes
La CT degli Stati Uniti, con cui ha conquistato l’oro a Parigi 2024, Emma Hayes, ad ESPN e ai microfoni di Jeff Kassouf ha dichiarato che il risultato della Nazionale al Mondiale U20 Femminile è: “Molto preoccupante, e sono veramente preoccupata della direzione intrapresa e la poca esperienza che le giovani accumuleranno attraverso questi tornei“. A breve ci sarà anche il Mondiale U17: le americane sono nel Gruppo E con Kenya, Samoa e Cina.
“La Coppa del Mondo U-20 femminile è fondamentale per lo sviluppo delle giocatrici, e il resto del mondo ha saputo sfruttare molto meglio i Mondiali giovanili per ampliare e migliorare il proprio bacino di talenti. Continuo a pensare a quante nostre giocatrici, che magari saltano l’Under-17, dipendano in modo critico dal passare attraverso l’Under-20” ha continuato la CT Hayes. Nel podcast The Women’s Game, Becky Sauerbrunn e Sam Mewis (non hanno bisogno di presentazioni) hanno dato sostegno alla sua tesi.
Soprattutto Sauerbrunn ha aggiunto: “Ho guardato le convocate delle squadre del nostro girone. Buona parte delle calciatrici gioca a livello professionistico in alcune squadre. Se guardo al nostro, abbiamo gente che gioca più a livello collegiale, più qualcuna in NWSL e una in USL. Il nostro più grande pregio è la nostra più grande sfida: abbiamo un gran numero di tesserate, ma devi poi essere capace di costruire un’identità di squadra e una coesione, tra l’altro in un arco di tempo molto ristretto per le giovanili“.
La sfida per il 2027 e gli anni a venire è lanciata: quando le generazioni attuali lasceranno spazio alle nuove leve, queste nuove leve saranno comunque pronte. La sfida è più sul prossimo quinquennio, ove le Nazionali blasonate rischierebbero di farsi superare da altre Nazioni che hanno programmato a dovere il proprio movimento. È anche il bello del calcio femminile, avere diversi scenari nei tornei Under, laddove si può imporre chi non avrebbe chance tra le Senior. Per il futuro, però, servono giovani pronte.





