Come riportano Jack Snape sul Guardian e l’attivista Pegah Moshirpour, la Nazionale Iraniana Femminile è in pericolo. Dopo l’ultima partita con le Filippine, che ha chiuso la loro avventura nella Coppa d’Asia, le giocatrici di ritorno sul pullman hanno effettuato la richiesta internazionale di aiuto, un gesto con le mani convenzionale che serve a richiamare l’attenzione sui diritti umani e civili. Il perché di questo gesto è presto spiegato.
PERCHÉ LA NAZIONALE IRANIANA FEMMINILE HA LANCIATO IL SIGNAL FOR HELP
La richiesta è stata svolta come risposta proattiva verso un gruppo di manifestanti, che aveva bloccato il pullman per qualche minuto per mostrare supporto alle giocatrici. La paura riguarda le possibili ritorsioni del regime su di loro, poiché nella gara inaugurale si sono rifiutate di cantare l’inno nella prima partita
Un commentatore della TV di Stato le aveva chiamate “traditrici“, e nelle giornate successive – probabilmente su pressioni esterne – le giocatrici hanno cantato (o “mimato con la bocca le parole” come scritto da Snape) l’inno con tanto di saluto militare. Il pensiero delle giocatrici va anche a famiglia e amici, che sono rimaste in Iran. La preoccupazione riguarda la repressione con il sangue delle proteste degli ultimi mesi, con migliaia di morti come riportano le fonti principali.
Nel frattempo, cinque calciatrici avrebbero già lasciato il raduno della Nazionale per chiedere protezione alla Polizia australiana, e persino gli Stati Uniti hanno offerto alla delegazione iraniana supporto in caso di mancato asilo dalla nazione ospitante la Coppa d’Asia. Persistono anche problematiche relative alla chiusura dello spazio aereo da e verso l’Iran, oltre all’inquinamento dell’atmosfera in seguito alle esplosioni delle centrali nel paese persiano.
E ORA?
In Australia è stata lanciata una petizione che ha già raccolto 60mila firme per richiedere un supporto governativo alla Nazionale Iraniana Femminile, mentre Pegah Moshirpour ha sollecitato una risposta da parte di FIFA e UEFA, oltre che dalla FIGC e dall’AIC per esporsi pubblicamente sulla situazione in difesa delle calciatrici. A questo, va aggiunta anche la protezione politica per un’ulteriore tutela nei loro confronti. La situazione nell’Asia Occidentale resta preoccupante, poiché la repressione del regime continua, e la tanto paventata “liberazione” delle donne iraniane ha causato distruzione e morte, senza cambiare di una virgola la politica interna.





