La notizia uscita venerdì 10 gennaio (esclusiva di JuventusNews24) ha rivelato la volontà della Juventus Women di creare una squadra Next Gen, in vista soprattutto delle nuove regole FIGC sui prestiti. Il nuovo regolamento infatti, come riporta CalcioeFinanza citando il comunicato ufficiale numero 135, ridurrà la durata massima dei prestiti da due ad un solo anno, e ogni squadra sarà limitata ad un massimo di otto prestiti sia in entrata sia in uscita. Quelli tra due squadre, non potranno essere più di tre. Il discorso però, riguarda soltanto le calciatrici e i calciatori che hanno superato i 22 anni di età.
LA JUVENTUS WOMEN E IL SOGNO NEXT GEN
Quello della squadra Next Gen è sempre stato un desiderio della Juventus Women. Ma secondo quanto riportato da Mauro Munno, nell’ultima riunione di dicembre tra le società di calcio femminile la proposta non ha trovato appoggi di rilievo, e di conseguenza nemmeno il consenso unanime richiesto per portare la richiesta al Consiglio Federale. Il motivo principale di contrasto è stato l’aumento esponenziale dei costi.
COME IMPATTEREBBE QUESTA MANOVRA SULLA JUVENTUS WOMEN?
Essendo una squadra con diversi prestiti tra Serie A, Serie B e Serie C, la Juventus sarà costretta giocoforza a dei tagli nei prestiti. Manovra che, allo stato attuale delle cose, non toccherebbe diverse calciatrici classe 2000, in quanto la FIGC ha introdotto questo regolamento per le calciatrici oltre i 23 anni di età. Quindi fino a che le giocatrici bianconere non raggiungeranno quel limite, potranno tranquillamente giocare in prestito senza bloccare eventuali operazioni. Le principali bianconere che saranno toccate nell’immediato dalla manovra sono Roberta Aprile, Vanessa Panzeri e Federica Cafferata, tutte classe 2000, e soprattutto Agnese Bonfantini, classe 1999.
HA SENSO CHE LE SQUADRE DI SERIE A CREINO LA LORO NEXT GEN?
La Juventus non sarebbe la prima squadra italiana ad avere una formazione Next Gen, in quanto l’Orobica Bergamo proprio per questa stagione ha lanciato le Golden Sharks, militanti nel campionato di promozione. Come scritto all’epoca, “l’obiettivo è quello di imitare il calcio spagnolo e tedesco, dove le seconde squadre sono parte integrante delle terze e seconde divisioni“. Il discorso con il club bianconero però è ben diverso, in quanto ovviamente porterebbe un salto di qualità in termini di strutture, e disporrebbe di giocatrici che potrebbero fare la differenza in qualsiasi categoria.
IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE
Una possibile soluzione alle squadre Next Gen
L’obiettivo della FIGC, tramite questa mossa sui prestiti, è quello di evitare che ci sia il monopolio di una o due squadre sui principali talenti del calcio italiano. Una soluzione alle squadre Next Gen, per ovviamente anticipare le avversarie e assicurarsi le migliori giocatrici – con maggiori probabilità di giocare in Prima Squadra – potrebbe essere quella di stringere collaborazioni con club “satelliti”, che già hanno un settore giovanile, per creare un’ossatura a piramide importante.
Costi e squadre
A proposito di squadre, molte di esse – tra prima, seconda e terza divisione – faticano a far quadrare i bilanci e rientrare nelle spese. L’ingresso delle seconde squadre di Serie A Femminile – quantomeno quelle che hanno la possibilità di istituirla – aumenterebbe ulteriormente i costi per rientrare in una certa regola di competitività.
Per molte medie e piccole realtà significherebbe, se non la chiusura diretta, un ridimensionamento importante, con il rischio che si perdano bacini rilevanti per i settori giovanili. Considerando che bisognerà vedere quale sarà la soluzione alla mancata erogazione dei fondi per il professionismo, e alla generale crisi del calcio italiano, molti club hanno bisogno di supporto economico solo per riuscire a concludere degnamente una stagione.
Investimenti
Ricollegandoci al paragrafo precedente, anche gli investimenti allo stato attuale scarseggiano, in quanto il movimento è ritenuto poco appetibile. Difatti, bisogna aumentare la pubblicità intorno ad esso. Creare una squadra Next Gen fuori categoria però, non crediamo sia l’incentivo corretto, in quanto tale formazione potrebbe dominare Seconda e Terza Serie, disincentivando così altri club dall’entrare nel movimento.
Conclusione
Per concludere quindi, i tempi potrebbero essere prematuri perché le squadre di Serie A creino la propria formazione Next Gen, perché il calcio femminile al momento ha bisogno di altre soluzioni per crescere. Partendo dal presupposto di costruire una sostenibilità economica per le principali divisioni del campionato, per passare all’aumento della qualità e dell’intensità delle partite e a valorizzarne i talenti.
Servirà anche aiutare i club più in difficoltà, per mantenere realtà territoriali fondamentali per lo sviluppo delle giovani e per assicurare una base calcistica su cui investire. Infine, epurare il movimento da una serie di personalità che poco hanno a che fare con i valori che lo sport intende promuovere. Le priorità attuali, secondo il nostro punto di vista, sono queste.
I CASI DI SPAGNA, GERMANIA E INGHILTERRA
Spagna e Germania hanno sempre dato la possibilità ai club di avere una o due squadre all’interno dei propri campionati, prima nel maschile e poi anche nel femminile. Per loro quindi, è un fattore culturale, con le formazioni che non possono però essere promosse in Prima Divisione. Anche in Inghilterra al momento si sta studiando la possibilità di introdurre – dal 2026-27 – le cosiddette “squadre B” per WSL e Championship, per espandere a 14 il numero di formazioni presenti in Terza e Quarta Serie, introducendo quindi un sistema di playoff per aumentare promozioni e retrocessioni.
Soprattutto però, tali squadre non potrebbero essere promosse in Seconda Divisione, e la loro introduzione servirebbe più che altro a ridurre il gap dal calcio giovanile a quello professionistico. Le idee quindi per introdurre le squadre Next Gen sono molteplici. L’obiettivo reale però, consiste nell’adattarle al contesto storico di un movimento: se Spagna e Germania lo hanno nella loro cultura calcistica, e l’Inghilterra può permetterselo perché il calcio femminile è in continua crescita, in Italia tale idea può effettivamente concretizzarsi?





