In un articolo di Suzanne Wrack sul Guardian, è stato segnalato che, visto il Mondiale casalingo, la Major League Soccer, il massimo campionato statunitense maschile adatterà il proprio calendario secondo gli standard dei principali contender europei. La giornalista si è quindi chiesta se la NWSL dovesse seguire la stessa strada.
NWSL TRA AUTUNNO E PRIMAVERA: VANTAGGI E SVANTAGGI
Il principale vantaggio riportato è quello di pareggiare le finestre di mercato, che ovviamente aumenterebbe ancora di più l’appetibilità sul mercato della NWSL, invece dei trasferimenti visti a gennaio. Di contro, c’è il forte rischio che si sovrappongano le date tra calcio maschile e calcio femminile, con l’obbligo per il femminile di dover cambiare eventualmente stadio con poco preavviso, o giocare in orari scomodi per evitare sovrapposizioni.
Un altro elemento, non preso però in considerazione nell’articolo, riguarda i rigidi inverni, che in alcune aree possono portare a fitte nevicate. La finale canadese maschile ne è stato un fulgido esempio, ma pure quella femminile è stata flagellata da pioggia e vento. Per gli Stati Uniti, il discorso varia molto da stato a stato.
L’ALTRO SUGGERIMENTO: IL CALCIO FEMMINILE IN ESTATE
Un’altra soluzione proposta da Wrack, per evitare sovrapposizioni tra calcio maschile e femminile, è quella di riportare il grosso delle partite a disputarsi in estate, per favorire la visibilità. Questo però, visto il crescente cambiamento del clima (lo segnala anche la stessa giornalista), potrebbe complicare la situazione delle giocatrici, che si troverebbero così costrette a giocare con un caldo asfissiante – solo qualche anno fa, il regolamento della Primera Iberdrola obbligava l’arbitro a rinviare la sfida se il termometro superava i 38° per ragioni di sicurezza.
IL CALCIO FEMMINILE DEVE INSEGUIRE PER FORZA DELLO SPAZIO LIBERO?
Nell’era della grande digitalizzazione, diventa difficile dire se un movimento debba o meno seguire un trend o crearsene uno proprio, nel senso che le partite sono comunque accessibili e spesso richiedono abbonamenti molto meno costosi rispetto alla controparte maschile. Sicuramente però, per continuare a crescere e attirare più pubblico, sia in TV (o in streaming) sia allo stadio, l’accessibilità degli orari e uno spazio scevro da interferenze è un aiuto in più.
Il calcio femminile, in ogni caso, non deve per forza mettere a rischio l’incolumità delle calciatrici per trovare degli spazi liberi, né incastrare troppe partite di fila lasciando lunghi spazi di riposo tra una serie di eventi e l’altra. Come in tutte le cose, ci vuole equilibrio. E magari, per una volta, non essere il nostro il movimento che deve fare qualche sacrificio.





