Quinn: “Ho visto sempre più persone trans fare coming out e vivere a proprio agio”

Quinn, centrocampista canadese classe 1995 del Vancouver Rise e oro olimpico con la Nazionale a Tokyo 2021, è un’atleta apertamente transgender e non binaria, come ha rivelato nel 2020: un caso quasi unico in un movimento sportivo che, come molti altri, fatica ancora a discutere in modo serio e informato della partecipazione delle persone trans. Lo sport rimane uno dei pochi ambiti – forse l’unico – in cui le persone non binarie possono ricoprire qualsiasi ruolo, tranne quello di atlete. Recentemente ha rilasciato un’intervista per la CBC, il media pubblico canadese, alla giornalista Gemma Karstens-Smith, nella quale ha sottolineato l’importanza di proseguire la battaglia.

QUINN: “TOGLIERE QUESTO È QUALCOSA CHE CAMBIA LA VITA”

Parliamo della partecipazione allo sport, ed è già un tema importante. Per me è stato fondamentale, ma lo è per chiunque, per imparare a conoscere il proprio corpo, o per costruire comunità e per creare amicizie. E dall’altra parte, l’assistenza sanitaria è stata ugualmente essenziale, perché avere accesso al meglio della chirurgia e ad un intervento di affermazione di genere, ha fatto una differenza enorme nel modo in cui mi posso presentare a me e agli altri, ogni giorno. Togliere questo alle persone… è qualcosa che cambia la vita“.

Dopo aver vissuto negli Stati Uniti per dieci anni, il mio lavoro di advocacy e il tentativo di creare un ambiente migliore per le persone trans nello sport sono stati un tema molto caro per me, ed è la stessa cosa che ho riportato in Canada. La Bill 29 dell’Alberta [che vieta alle atlete transgender di competere negli sport femminili amatoriali e vieta ai medici di prescrivere bloccanti della pubertà e terapie ormonali ai minori di 16 anni e richiedono il consenso dei genitori per il cambio dei pronomi] minaccia la possibilità di avere un ambiente sportivo sicuro per tutti“.

Da un lato è entusiasmante: ho visto sempre più persone trans fare coming out e vivere in modo autentico la propria vita sentendosi a proprio agio con sé, ma dall’altro lato c’è stata anche una crescente reazione negativa, e una forte spinta legislativa, negli Stati Uniti e in Canada, che ogni giorno rende la vita di noi transgender più restrittiva e complicata“. Proprio recentemente, il Comitato Olimpico Internazionale ha bandito gli atleti e le atlete transgender dalle Olimpiadi di Los Angeles 2028, con l’eleggibilità che sarà determinata da un test una tantum del gene SRY.

Ciò non dovrebbe intaccare Quinn, che può partecipare alle competizioni essendo nata biologicamente donna. “Per me, il Trans Day of Visibility è stato davvero rilevante, era una grande occasione per vedere altre storie, sentire altre voci e vederle celebrate. Penso che sia stato qualcosa di molto positivo. Sono davvero felice che altre persone provino questo guardandomi giocare. Al contempo, è importante che ci siano altre persone che si sentono abbastanza sicure da fare coming out, e che non ci sia solo la mia storia o la mia voce, perché l’esperienza di ognuno è diversa“.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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