Il Real Madrid Femenino si sta opponendo – assieme ad altri 4 club – all’accordo stipulato tra l’organizzazione della Liga F e Gasol16, il gruppo di investimento dell’ex cestista (che in carriera ha iniziato e chiuso con il Barcellona) Pau Gasol. Cosa sta succedendo dunque?
Cosa prevede l’accordo con Gasol16
Durante l’ultima Assemblea Ordinaria, 12 club di Liga F (su 16) hanno approvato l’accordo commerciale con il gruppo di investimento Gasol16 Ventures dell’ex cestista Pau Gasol. L’operazione di 55 milioni di euro in quattro anni rappresenta il maggior investimento privato mai ricevuto da una lega di calcio femminile europea, e ha l’obiettivo di rafforzare le strutture commerciali e operative del campionato, di favorire la crescita e la sostenibilità economica del club e di valorizzare così il futuro delle calciatrici.
Nel comunicato di riferimento pubblicato, sono stati rivelati i dati della stagione 2024-25, con il campionato che ha “distribuito 17 milioni di euro tra i suoi club e quasi raddoppiato la sua audience televisiva, raggiungendo i 7,5 milioni di spettatori, e ha chiuso l’anno con ricavi pari a 25,8 milioni di euro“. Era Fútbol Femenino riporta che: “Dei 55 milioni previsti, 40mln andrebbero ai club, che dovrebbero cedere tra il 35% e il 49% dei propri ricavi commerciali per 25 anni, mentre 12 milioni sarebbero destinati alla Liga F e 3mln ai diritti d’immagine di alcune calciatrici”.
In breve, per incassare quei 40 milioni i club cedono una parte dei ricavi commerciali, quindi sponsorizzazioni, accordi commerciali, marketing e merchandising, e quindi in prospettiva, qualora il campionato dovesse esplodere, c’è il rischio che la metà dei guadagni vada a Gasol16 e non nelle casse dei club.
La posizione del Real Madrid Femenino
In un comunicato stampa, il club “ritiene che tale accordo non risponda a un modello di crescita del calcio femminile basato sulla sostenibilità, sulla trasparenza e sulla piena autonomia dei club. L’operazione prevede l’apporto di finanziamenti da parte di un investitore privato che, in cambio, otterrà fino a giugno 2051 una percentuale dei futuri ricavi commerciali della competizione (tra il 35% e il 49%). In virtù di questo accordo, i club aderenti percepiranno complessivamente 40 milioni di euro, e in cambio rinunceranno a ricevere una parte dei ricavi per i prossimi 25 anni“.
“Il Real Madrid rispetta la decisione dei club che hanno ritenuto opportuno aderire a questa iniziativa. Tuttavia, la natura volontaria dell’accordo impone che l’opzione adottata da ciascun club non possa tradursi in differenze di trattamento né in conseguenze economiche o istituzionali per coloro che decidono di restare al margine dell’operazione“. Il club cerca di pensare al proprio futuro economico, considerando anche che, assieme al Barcellona, è tra le pochissime squadre che hanno incassi milionari, risultato sorprendente visto che non sono ancora stati conquistati trofei.
La società “ritiene inoltre che una decisione i cui effetti economici e di governance si estenderanno per i prossimi venticinque anni debba essere adottata tenendo conto non solo dei club che attualmente compongono la competizione e che percepiscono le risorse derivanti da questa operazione, ma anche di quelli che si uniranno alla Liga F in futuro, i quali rimarranno ugualmente vincolati al modello approvato senza aver partecipato alla decisione né beneficiato dei finanziamenti inizialmente distribuiti” ponendo in evidenza una questione non presa in considerazione.
In breve, il Real Madrid Femenino non vuole legarsi a un accordo che lo vincolerebbe per un lasso di tempo fin troppo prolungato, rischiando così di cedere quasi metà dei ricavi commerciali futuri e perdere autonomia su sponsor, marketing, brand e partnership globali, seguendo una propria filosofia di indipendenza. La visione è futura: piccoli e medi club hanno tutto da guadagnarci, mentre per i top sono mancati incassi, e qualora altri campionati dovessero incrementare a loro volta il guadagno, la Spagna rischierebbe di rimanere indietro.
La posizione del papà di Lily Yohannes
Dan Yohannes, come riporta la giornalista Irati Vidal Asla, ha scritto tramite i propri profili: “I club ricevono un’immediata iniezione di liquidità (40 milioni di euro complessivi), che può aiutare a investire in infrastrutture, sviluppo delle giocatrici, marketing o copertura dei costi operativi“.
Poi “Pau Gasol porta con sé un nome di grande profilo e una rete di contatti nel mondo degli affari, che potrebbe contribuire ad aumentare il valore commerciale della Liga F“. Infine, “se l’investitore riesce ad aumentare in modo significativo le sponsorizzazioni, gli accordi televisivi e la visibilità internazionale, la crescita complessiva della lega potrebbe compensare la quota di ricavi ceduta“.
“L’idea è che, se in futuro la lega diventa molto più grande e popolare, tutti potrebbero comunque finire per guadagnare di più, anche dopo aver ceduto all’investitore una parte dei profitti. Se fossi un club che cerca di competere al massimo livello, sfrutterei sicuramente questa opportunità invece di essere schiacciato dai club con molte risorse, quindi voterei a favore senza pensarci. Una scelta ovvia”.
Di fatto, l’accordo punta a favorire le piccole e medie realtà, per le quali un incasso di diversi milioni sarebbe fondamentale sia per investire e migliorare la qualità delle proprie strutture e del proprio staff, sia per coprire e chiudere la situazione debitoria. Per società che invece hanno già ricavi milionari, l’accordo rischierebbe di essere più un freno alla crescita piuttosto che uno sprone





