Serie C Femminile: la ricostruzione del processo che ha coinvolto Tharros, Pavia e Abatese

La Serie C Femminile ha appena visto, in data 22 settembre, la conclusione di un processo bimestrale nel quale si è accolto il ricorso della Società Polisportiva Dilettantistica Tharros, alla quale si era poi aggiunta la Fabrizio Miccoli, che avevano contestato la presenza di Academy Pavia e Academy Abatese nell’organico del campionato per la violazione delle norme federali. Il Giudice Sportivo ha accolto i ricorsi, e ora starà alla LND assumere i provvedimenti, con la possibilità di riscrivere parte dei gironi, o addirittura per intero. Ricostruiamo la vicenda tramite la Decisione Numero 61 del Tribunale Federale.

SERIE C FEMMINILE, LA RICOSTRUZIONE DEL PROCESSO

L’accusa del Tharros

La vertenza processuale si è indirizzata verso due società. La prima, l’Academy Pavia, che avrebbe partecipato al campionato di Serie C Femminile 2026-27 come ASD Riozzese, senza che venissero depositate istanze, convenzioni formali o atti di approvazione che confermassero la trattativa. In aggiunta, sarebbe stato anche pattuito lo spostamento del titolo sportivo dalla sua sede di Pavia a Riozzo (comune di Cerro al Lambro), per quello che sarebbe risultato in un “un affitto di azienda sportiva” in aperta violazione dell’Articolo 52 delle Norme Organizzative Interne della FIGC.

La seconda riguardava l’Academy Abatese, la cui presenza in organico “sarebbe intervenuta nonostante la società sportiva risulti priva di una propria identità e del proprio titolo agonistico, che sussisterebbe soltanto allo scopo di fungere da schermo societario per dissimulare la prosecuzione dell’attività sportiva della dissestata Vis Mediterranea Soccer, in frode ai creditori federali, tra i quali alcuni tesserati della precedente compagine sportiva“. È stato rilevato che la Vis Mediterranea aveva una posizione debitoria insostenibile (addirittura viene esplicitato un arretrato di 4000€ nei confronti della calciatrice Kristiana Karaivanova).

Inoltre, la mancata iscrizione alla scorsa Serie C dopo la retrocessione dalla Serie B 2024-25 avrebbe evitato alla società “i controlli degli organi federali in ordine alle regolarità gestionali“. In più, il Presidente Stefano Bisogno risulterebbe inibito “per condotte gravemente lesive e minatorie ai danni delle stesse calciatrici e del loro entourage“. Quindi, “operando dietro questo paravento sociale, i dirigenti della Mediterranea avrebbero dato vita, in questa estate, alla squadra Faicchio Mediterranea“.

Questa nuova società avrebbe proceduto “al travaso in blocco dell’azienda sportiva della Vis Mediterranea“. “La prova materiale e documentale di tale traslazione soggettiva risulterebbe fornita dall’identità visiva assunta dal nuovo soggetto. Come evincibile dalle grafiche ufficiali relative agli annunci di calciomercato, il Faicchio Mediterranea Calcio avrebbe infatti adottato uno stemma sociale cromaticamente e morfologicamente identico a quello della dissestata Vis Mediterranea“.

L’organico della Serie C Femminile 2026-27

Il ricorso si è ulteriormente articolato sul fatto che la LND avrebbe parametrato la Serie C Femminile basandosi su 52 società aventi diritto, delle quali poi Matera, Trastevere e Pustertal non hanno provveduto all’iscrizione, facendo scendere l’organico a 49. Tharros e altre due società contavano sul ripescaggio avendo provveduto a presentare la totale regolarità di documenti e situazione economica, mentre la Lega ha poi stipulato un calendario di 22 giornate per Girone A, C e D, mentre il Girone B si è trovato a 13 squadre, il tutto “pur di non integrare l’organico con le società aventi diritto” secondo il Tharros.

Il ripescaggio del Venezia ha infine ridotto l’organico della Serie C Femminile da 49 a 48 squadre. In un primo procedimento, essendo l’organico completato, era stato rigettato il ricorso, con le difese che avevano contestato “l’assenza di prove” su cui si basavano le accuse, e che il trasferimento del centro sportivo a Riozzo dipendeva dal bando comunale che aveva assegnato la gestione del “Fortunati” al Pavia Calcio 1911. L’aggiornamento dell’organico del Girone B a 12 squadre, per il passaggio del titolo sportivo della Freedom al Venezia con successiva riammissione in Serie B, ha sollevato l’attuale controversia.

L’accusa del Tharros ha sostenuto, basandosi su “dati di fatto” che l’Academy Pavia avesse perso parte della propria solidità operativa, sia per l’utilizzo dell’impianto di Garlasco, sia per dati pubblici che segnalavano una tenuta finanziaria poco stabile, come confermato da un’ammenda di quindicimila euro per il mancato tesseramento, al 26 agosto 2024, di allenatore dei portieri, operatore sanitario e preparatore atletico della Prima Squadra, e nel bilancio del 2025 compariva un disavanzo di sessantamila euro.

La sospensione dei Gironi 3 e 15 della Coppa Italia Serie C Femminile e l’epilogo

Dopo la sospensione della prima giornata dei Gironi 3 e 15 (cioè quelli che coinvolgevano Pavia e Abatese) agli atti appare che la Fabrizio Miccoli, che ha mancato la promozione per la differenza reti inferiore rispetto al Pineto, faceva a sua volta ricorso essendo in possesso della documentazione per l’ammissione al campionato di Serie C Femminile, notificando alla Vis Mediterranea, assieme al Tharros, il ricorso. La difesa della società campana segnalava che le accuse “riguarderebbero solo e soltanto presunti e non dimostrati illeciti disciplinari asseritamente commessi da A.S.D. Academy Abatese 2021“.

Nell’epilogo viene specificato come la Fabrizio Miccoli non abbia presentato ricorso autonomo, ma ha appoggiato il ricorso del Tharros e ha presentato anche un intervento adesivo. L’Academy Abatese ha tentato di bloccare il ricorso, indicando che gli elementi a procedere non rientravano negli articoli 83 e 84 del Codice Sportivo, ma il Giudice ha stabilito che si tratta di elementi di competenza del Tribunale Federale.

Viene dunque deciso che, anzitutto, la LND non ha stabilito illegittimamente i criteri, mentre sono illegittimi i comunicati ufficiali che definivano la presenza di Academy Pavia e Academy Abatese, in quanto è stata riscontrata una violazione delle NOIF. Per il Pavia sono confermate le accuse, e ne viene accertata una situazione economica instabile, e per l’Abatese si trattava di “una vera e propria cessione formale delle attività alla società A.S.D. Faicchio Mediterranea Calcio“. Starà ora alla LND assumere i provvedimenti.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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