Il calcio, ma soprattutto lo sport femminile in generale, stanno crescendo sempre più a livello globale. Secondo l’azienda di revisione Deloitte, la previsione di crescita del 2025 si aggira intorno ai 2 miliardi di euro (2,35bn secondo valuta americana), con calcio e basket che hanno le stime più alte. Per il primo si prevede un passaggio da 740mln di dollari a 820mln – sempre a livello globale – mentre il secondo raggiungerà cifre miliardarie, passando da 740mln al miliardo di dollari.
SPORT FEMMINILE IN SALUTE, QUINDI. O NO?
Lo sport femminile quindi si candida come elemento in salute, quantomeno a livello globale. Il calcio stesso, stando alle stime, avrà una crescita ulteriore, seppur in minor dettaglio rispetto ad altri competitor. Ma sembra non essere tutto oro quel che luccica: l’ultimo report della FIFA, come riporta il Guardian nella penna di Tom Garry – sondaggio svolto con la partecipazione di 669 club da 101 diversi Paesi – segnala che lo stipendio medio di una calciatrice si aggira intorno ai 9980€ (10900$). Non solo, l’indagine ha evidenziato come le spese medie di gestione e i vari costi del calcio superino nettamente (“71,1%” si legge) l’entrata media dei ricavi. Infine, solo quattro campionati hanno contratti di sponsorizzazione che fruttino più di un milione l’anno, e tra questi vi è la Super League inglese.
IL FUTURO DEL CALCIO FEMMINILE
Deloitte comunque al Guardian segnala che “sul lungo termine, il calcio femminile potrà raggiungere e superare il basket, sia per maggiori disponibilità di risorse, sia per la crescente professionalizzazione dei club“. Ci sono quindi buone notizie, ma il report FIFA evidenzia una nuova discrepanza: solo il 22% dei club è allenato da una donna. Insomma, nonostante tutto il calcio si conferma come movimento in crescita, ma occorre continuare a lavorare sodo, sia per raggiungere una certa percentuale di equità, sia affinché diventi un movimento remunerativo. Lo sport femminile può diventare un modello culturale da seguire che può ispirare le nuove generazioni, e avere sempre di più la stessa considerazione mediatica che ha lo sport maschile. Per farlo, occorre che tutte le parti lavorino coese.





