In un’intervista rilasciata al The Athletic ad opera di James Horncastle, Stefano Braghin – Sporting Director e Head of Women’s Football della Juventus – ha analizzato la situazione della sua squadra dal punto di vista del mercato, ha esplorato le soluzioni e le metodologie che la sua società ha messo in atto per contrastare lo strapotere degli altri top club europei, ha analizzato la situazione multiproprietà e si è infine espresso sulle clausole rescissorie.
STEFANO BRAGHIN: “NON METTERÒ MAI PIÙ UNA CLAUSOLA NEI CONTRATTI”
Dopo essersi complimentato con Cristiana Girelli, Barbara Bonansea, Cecilia Salvai e Martina Rosucci (“Mantengono viva la fiamma bianconera“, ha detto), Stefano Braghin ha poi analizzato la situazione della Juventus in rapporto agli altri top club europei.
“È come correre una maratona contro qualcuno che è partito tre ore prima, è chiaro che finita prima, e non è una scusa, ma un dato di fatto“. Soprattutto dopo il raggiungimento dei Quarti di Finale di Champions League nel 2021-22, “i costi sono raddoppiati senza alcuna crescita delle entrate, che sono ancora troppo esigue“.
“La strada è ancora lunga”
“Più ragazze stanno iniziando a giocare, ed è un buon trend, ma la strada è ancora lunga. Siamo speranzosi perché tutte le nazionali giovanili stanno facendo bene. E questa è la sfida secondo me. Sto sempre invitando le nostre istituzioni a lavorare sulla base della piramide, non sulla punta. Se hai 50mila calciatrici tesserate, hai molto meno potere politico di chi ne ha 300mila o 400mila, come in Inghilterra“.
“Quelle che non ce la fanno rimangono tifose o comunque dentro il sistema, diventano allenatrici oppure ottengono altri ruoli. Se ho più giocatrici, posso andare alla FIGC e dire che rappresento 200mila calciatrici. In quel caso, la Federazione e il governo ti ascolteranno” continua Stefano Braghin.
I trasferimenti delle italiane
“È un motivo di orgoglio. Sofia Cantore è arrivata come underdog in un gruppo con Arianna Caruso e Benedetta Glionna, sembrava quasi che stesse nel loro zainetto, ma probabilmente oggi è diventata la migliore di tutte loro“.
L’Academy
“Abbiamo un’academy con 158 ragazze, lavoriamo duro e investiamo molto. Abbiamo anche girato 23 calciatrici in prestito, qualcuna all’Anderlecht, qualcuna al Servette. Vanno via per un anno o due, tornano e formano una seconda squadra virtuale. Abbiamo una manager per i prestiti, Matilde Malatesta, il cui unico focus è il loro sviluppo“.
L’altro lato dei trasferimenti
“È stato un grosso assegno quello che ha staccato lo Spirit” continua Stefano Braghin commentando il trasferimento di Cantore (clausola rescissoria pagata di 350mila€ circa, lo riporta lo stesso intervistatore Horncastle). “Nessun altro in Europa era preparato a farlo“.
“Non metterò mai più una clausola nei contratti perché con i prezzi del mercato che salgono così a dismisura, quello che oggi può sembrare molto potrebbe non essere più così nello spazio di un paio di mesi“.
Le multiproprietà
“Secondo la mia opinione, la UEFA al momento ha bisogno di grandi investitori nel calcio femminile, quindi sta facendo di tutto per attrarli. Non penso che metterà barriere e probabilmente è la cosa giusta da fare. Un giorno avremo comunque bisogno di regole. Cosa faremo se il London City dovesse affrontare il Lione in finale di Champions League in futuro?“.
Le mosse della Juve
“È chiaro che noi dovremo fare le cose diversamente. Il più grande errore che un club nella nostra posizione può fare è sfidare i grandi club cercando di imitarli e spendendo molti soldi. Devi intraprendere un’altra strada, il che vuol dire che c’è da lavorare molto sulle academy. Con un buon lavoro così (citando le giovani salite in Prima Squadra e arrivate nella sessione estiva di mercato, ndr) puoi diventare competitivo“.





