La Storia della Domenica: Venezuela primo in Nations League

Il format della storia della domenica ritorna per raccontare le vicende del Venezuela, che in CONMEBOL Nations League si trova sorprendentemente primo dopo 4 giornate, con due vittorie e due pareggi. Perché è così tanto importante che la “vinotinto”, questo il soprannome, o meglio la descrizione in lingua originaria del colore della maglia principale, sia in questa posizione in questo momento?

VENEZUELA, UNA STORIA DA RACCONTARE

Il Venezuela sta vivendo da anni un periodo di forte crisi, dovuto principalmente alle sanzioni statunitensi verso il regime di Maduro, con minaccia di un colpo di stato interno, sempre con interferenze esterne. Il calcio femminile, quindi, è tra le ultime questioni delle quali il governo si sta occupando con urgenza, e la situazione grava anche sul campionato, con Deyna Castellanos – stella della Nazionale – che aveva commentato con un laconico: “Il calcio in Venezuela, quello professionistico – se così si può chiamare – è molto arretrato. Non posso dire ‘Mi ritiro in Venezuela’. Ogni anno non sai se il campionato si disputerà o meno“.

La Nazionale femminile

In questo, la Nazionale ha vissuto in passato un periodo davvero complicato sotto la guida di Kenneth Zseremeta, squalificato a livello nazionale e globale per 20 anni, il quale aveva abusato sessualmente di una calciatrice, e aveva sottoposto l’intero gruppo squadra a molestie e violenze psicologiche, con l’iter di denuncia cominciato sotto la guida di Pamela Conti, una delle migliori (ex) calciatrici italiane, che aveva riportato la volontà di lottare per il proprio futuro e per i propri diritti.

La situazione ad inizio 2025

Il Venezuela, ad inizio 2025, si è trovato senza CT (il contratto di Conti, scaduto, non era stato rinnovato) e costretto a saltare diverse date internazionali per l’assenza di amichevoli programmate, con il rischio di non presentarsi alla Copa América.

La Federazione ha scelto Riccardo Belli per poter ripartire, e i risultati hanno iniziato a vedersi, seppur l’avventura nella massima competizione continentale per nazionali sia terminata con un’uscita alla fase a gironi. Comunque a testa alta se si guardano le sconfitte con Brasile (0-2) e Paraguay (1-2), il buon 0-0 con la Colombia finalista, e il pesante 7-1 rifilato alla Bolivia, risultati che hanno riportato fiducia.

La fine del 2025

E a fine anno, come visto, il Venezuela si trova con ben 8 punti al comando del proprio gruppo di Nations League, e alla prossima uscita, ad aprile 2026, sarà attesa da un match cruciale contro una Colombia più forte (sfiorato il successo in Copa América in una finale leggendaria) ma anche discontinua, che con il giusto cinismo può essere punita.

Sul futuro c’è da restare cauti: le ingerenze geopolitiche, dalle quali lo sport rischia di essere travolto, la situazione economica incerta e il valore più forte di alcune avversarie, rendono molto difficile pensare ad uno scenario di qualificazione al Mondiale, quantomeno diretta, e in caso i playoff vedrebbero la vinotinto misurarsi con altre nazionali più navigate. Rimane il fatto che è stata una squadra spezzata in due che è stata capace di ricomporsi e trovare la fiducia in se stessa, ed ha trovato un’identità di gioco e un’unione che saranno la base su cui costruire il futuro. Situazione mondiale permettendo.

Sebastiano Moretta
Sebastiano Moretta
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