La storia della domenica, in un giorno di Maggio dal tempo ballerino, riguarda nuovamente il ciclismo. Perché alle ore 13:00, mentre il Manchester United – grazie al 3-0 dell’Arsenal sull’Aston Villa, determinato da un gol e due assist di Alessia Russo – la Vuelta Femenina chiudeva la sua quarta edizione dal cambio di denominazione registrando la vittoria di Paula Blasi, prima spagnola ad imporsi nella corsa di casa, e nemmeno su un terreno sconosciuto, bensì sullo storico Angliru.
MAN UNITED FUORI DALLA CHAMPIONS
E così il Manchester United è stato estromesso dalla Champions League, con il distacco incolmabile ad una sola giornata dal termine, mentre le Gunners devono ancora recuperare la gara contro l’Everton, Sicuramente ci sarà da discutere di un calendario che vede delle società – per via dei loro risultati europei – dover recuperare le partite quando ormai tutto il calendario ha completato il suo ciclo naturale, ma le Red Devils hanno avuto il destino nelle proprie mani, e non hanno approfittato di partite alle portata. Questo ne sancisce l’eliminazione dalla corsa per l’Europa nonostante aver raggiunto i Quarti di Finale quest’anno.
PAULA BLASI VINCE LA VUELTA
Il dualismo tra Spagna e Inghilterra sta dividendo il calcio, con quello maschile che si trova con ben 4 allenatori spagnoli in tutte e tre le finali europee (e tre inglesi partecipanti, Arsenal, Aston Villa e Crystal Palace), e quello femminile che conta entrambi allenatori spagnoli nella finale della massima competizione UEFA per club. Nel frattempo, i colori spagnoli riempiono l’albo d’oro della Vuelta Femenina, registrando il meritato successo di Paula Blasi sull’Angliru.
Nonostante la vittoria di tappa sia andata ad un’altra ciclista – Petra Stiasny della Human Powered Health, molto abile a riprendere la spagnola stessa ai -2 per andare a conquistare un successo insperato ma che può valere moltissimo per il suo futuro – Blasi supera la leggenda Anna van der Breggen, in rosso dal giorno prima, per conquistare il secondo posto di tappa a 23 secondi dalla vincitrice per conquistarne 24 (abbuoni compresi) sulla nederlandese, e conseguentemente la maglia Rossa.
TRA CICLISMO E CALCIO
Lo sport femminile archivia il primo gran tour della stagione 2026, in attesa del Giro, e registra un successo che può cambiare le carte in tavola dello sport spagnolo, nonostante i movimenti debbano comunque fare dei passi in avanti in ogni aspetto per pareggiare il livello delle nazioni top. Nel calcio, forse, almeno nel femminile, le iberiche rappresentano – assieme alle inglesi – il top del movimento, con un campionato che deve comunque migliorare diversi aspetti, ma con una nazionale attualmente campione del Mondo in carica.
Per i club, attualmente, è proprio l’Arsenal a detenere il trofeo. Insomma, lo specchio di uno sport femminile che cresce a vista d’occhio a livello globale, con le realtà locali comunque avanti a ritmo variabile, e con anche il Premier Pedro Sánchez a complimentarsi pubblicamente con la sua alfiera, più o meno come Macron un anno fa telefonò a Ferrand-Prévot dopo la vittoria del Tour. Altri Paesi, tra cui l’Italia, quando un’italiana vince il Giro le si dedica a malapena un trafiletto sul giornale di riferimento. Lo sport femminile è lo specchio della società: c’è chi va avanti, e c’è chi stalla.





