Nell’ultimo weekend di Serie B, Verena Beka è tornata a giocare una partita dopo più di un anno, nell’1-1 del Chievo con la Res Roma. Un ritorno in campo particolare, raccontato dal club gialloblù con un piccolo documentario ricaricato sui profili social.
VERENA BEKA: L’INFORTUNIO
Quello che ha tenuto Verena Beka lontano per una stagione intera dal campo è stato un infortunio. Il 12 ottobre 2023, negli Ottavi di Finale di Coppa Italia, il giovane portiere classe 2004 ha avuto uno sfortunato scontro di gioco con una compagna di squadra, Emma Trevisan. Uscita immobilizzata in barella, ha scoperto poi che tale evento ha comportato “la frattura scomposta di tibia e perone della gamba destra” (e per la campagna coinvolta, la frattura di una costola dell’emicostato sinistro). L’incidente è stato sicuramente il più grave della sua giovane carriera, seppur avesse dovuto saltare la finale del Torneo di Viareggio 2022 per un problema al gomito.
IL DOCUMENTARIO
Il documentario racconta cosa abbia significato quest’anno di assenza per Verena Beka, che infatti apre dicendo: “È stata una partita che porto dentro con me assieme a tutto il percorso che ho fatto fino al rientro in campo“, riferendosi alla gara con le bianconere. “Quando l’arbitro ha fischiato il calcio d’inizio mi son detta: <Ok, sto giocando finalmente una partita dopo un anno>“.
I preparatori che l’hanno seguita e accompagnata in tutto il processo di riabilitazione, hanno commentato: “È stato complicato da un punto di vista di tempistiche, perché l’infortunio è stato lungo“, ma “ormai sono due mesi pieni che è completamente rientrata” e “adesso può giocare e performare al 100%“. Il giovane portiere segnala che il momento più difficile, il rientro in campo dopo mesi di stop: “Avevo tante difficoltà, mi mancavano tante basi, la porta, gli spazi e i movimenti… tante piccole cose su cui non lavoravo da un anno, e momenti di frustrazione, perché volevo che tornasse tutto com’era prima“.
“Se potessi dare un consiglio alle ragazze più giovani che magari affrontano infortuni pesanti, è quello di lavorare sempre duramente ogni giorno, perché i risultati prima o poi arrivano, e di avere tanta tanta pazienza per continuare“.
L’APPROCCIO ALL’INFORTUNIO
La parte più rilevante, oltre alle difficoltà, riguarda l’approccio all’infortunio che ha avuto Verena Beka, che come raccontano i membri dello staff: “È una guerriera, non ha mai mollato, è una cosa che l’ha messa in condizione di affrontare questo lungo percorso sempre con grande determinazione e grande costanza, è una ragazza con grande carattere“. La giocatrice torna a commentare quanto avvenuto segnalando che: “Penso sia stato molto importante avere il supporto di tutte le compagne, dello staff e della società, soprattutto in quei momenti quando magari non trovavo un po’ me stessa, loro c’erano sempre per me, mi hanno sempre tirato su il morale e fatto sì che anche in quei momenti tirassi fuori il meglio di me“.
COSA CI INSEGNA LA STORIA DI VERENA BEKA?
La storia di Verena Beka ci dimostra ancora una volta come dietro ogni calciatrice non ci sia solo una persona, ma anche che quella persona ha una storia da raccontare che merita di essere ascoltata, a prescindere da quello che è l’esito della sua storia. In questo caso, il finale è stato positivo, con la giocatrice che è rientrata e ha già giocato in campionato. Una vicenda che, come tante, ci ricorda che non importa la grandezza dell’ostacolo o della sensazione di sbattere sempre contro lo stesso muro: per quanto ci si senta soli/e, poco compresi/e, demoralizzati/e, l’importante è continuare a lottare sempre, senza resa.





