La Vrouwen Eredivisie ha appena concluso il suo primo weekend della stagione 2026-27, un’annata che vede un cambio di format per aumentare la competitività del campionato e anche aumentare il numero di partite facendo sì che rimangano allenanti. Sono 10 le squadre impegnate: ADO Den Haag, Ajax, AZ Alkmaar, de Graafschap, Feyenoord, Heerenveen, PEC Zwolle, PSV Eindhoven, Twente e Utrecht.
Vrouwen Eredivisie, il format 2026-27
Il campionato 2026-27 si divide in due parti, con le prime 18 che si svolgeranno regolarmente, allo stesso modo della Prima Fase che la Serie A Femminile ha seguito per il 2022-23, il 2023-24 e il 2024-25. Le successive giornate, dalla 19a alla 27a, dipenderanno dalla classifica delle prime diciotto: le squadre dalla prima alla quinta posizione giocheranno cinque partite in casa e quattro in trasferta, mentre quelle classificatesi dalla sesta alla decima persona ne giocheranno quattro in casa e cinque in trasferta.
Al termine delle ventisette giornate, la prima classificata è decretata campione nazionale, e si qualifica al Secondo Turno Preliminare della UEFA Champions League (Percorso Campioni), mentre la seconda classificata accede, allo stesso turno, ma al Percorso Piazzate. La terza classificata accedere al Primo Turno Qualificatorio dell’Europa Cup, l’ultima retrocede in Eerste Divisie, ma solo se può essere rimpiazzata da una squadra che rispetti appieno i criteri richiesti dalla Prima Divisione.
La seconda divisione (Eerste Divisie) si compone di otto squadre, delle quali quattro sono formazioni U19 o similari, ovvero le seconde squadre di Ajax, Twente, Utrecht e PSV, denominate “Jong“. Le altre quattro, Sparta Rotterdam, NAC Breda, Hera United ed Excelsior, sono invece prime squadre. La promozione in Vrouwen Eredivisie dipende da un fattore: il campionato si divide in fase autunnale e fase primaverile, entrambe da 14 giornate.
Se la squadra che vince la prima fase conquista anche la seconda, è considerata campione assoluta e può essere promossa direttamente in Prima Divisione, purché non sia una squadra Jong. Se le due fasi dovessero essere vinte da due squadre diverse, si disputerà uno spareggio per decretare la vincitrice. Anche in questo caso, nessuna seconda squadra può essere promossa in Eredivisie.
Cambiano anche le regole della Tweede Divisie, la terza divisione: le undici squadre sono divise in due gironi, uno da 6 squadre (Jong ADO Den Haag, Jong Excelsior, Jong Heerenveen, Jong Hera United, Jong Sparta Rotterdam e Groningen), e uno da 5 (Jong AZ, Jong Feyenoord, Jong de Graafschap, Jong PEC Zwolle e Go Ahead Eagles). Le prime due classificate di ogni girone accedono ad un girone finale, le cui due meglio classificate sono promosse in Eerste Divisie.
Questo sistema ha creato alcune polemiche tra i tifosi, soprattutto perché il sistema attuale non prevede retrocessioni dalla terza divisione alle leghe dilettantistiche. Guardando la composizione di Eerste e Tweede Divisie, e contando che una realtà come il Fortuna Sittard si era chiamata fuori dal professionismo nel femminile, è probabile che la KNVB abbia voluto giocare di rimessa e in qualche modo tutelarsi. Il numero elevato di squadre Jong può aumentare e dare spazio alle tante giovani che comporranno il futuro delle prime squadre.
L’altra problematica è il numero ridotto di prime squadre tra seconda e terza serie, con soli 6 nomi (Sparta Rotterdam, NAC Breda, Hera United, Excelsior, Groningen e Go Ahead Eagles) presenti mentre l’Eerste Divisie punta a comporsi di otto squadre. Se all’interno della catena professionistica il numero di società realmente interessate allo sviluppi, e che contemporaneamente possiedono i requisiti necessari, è esiguo, la Federazione deve trovare comunque il modo di tutelarsi per far sì che il suo movimento rimanga competitivo e stabile.





