Il Wolverhampton Women sta vivendo una situazione paradossale. Il club, attualmente in Premier Division – il terzo livello della piramide calcistica, con la Northern Division che vale la promozione in Championship – ha appena concluso al secondo posto la sua stagione, a soli tre punti dal Nottingham Forest. Ma quello che stupisce è l’atteggiamento tenuto dalla società.
IL WOLVERHAMPTON WOMEN NON HA FATTO RICHIESTA DI PROMOZIONE
L’iscrizione in Championship richiede alcuni requisiti da rispettare, pertanto effettuare la richiesta è importante per eventuali ripescaggi, nel caso in cui la squadra campione sul campo non possa essere promossa. Come riporta Tom Garry per il Guardian, le giocatrici del Wolverhampton Women sono state informate dal loro club che la società non avrebbe fatto appello per il salto di categoria, poco dopo il 6-0 sulle Liverpool Feds dell’ultima giornata di campionato disputata (la 22a, quella conclusiva).
COME SI SENTONO LE GIOCATRICI?
Le calciatrici del Wolverhampton Women sono ovviamente “devastate“, perché “immagina lottare per la promozione per l’intera stagione, per poi scoprire che la richiesta per la promozione non è mai stata presentata. Questo la dice lunga sulle ambizioni del club per la sua squadra femminile” sono le parole e le sensazioni condivise da Beth Merrick e da altre giocatrici e membri dello staff della squadra.
QUALI SONO I CRITERI DA RISPETTARE PER LA PROMOZIONE?
Per la promozione in Championship, ai club – quindi al Nottingham Forest, che ha battuto proprio il Wolverhampton Women – si richiede di attrarre almeno 600 spettatori di media, oltre a costruire uno staff tecnico adeguato entro un mese dall’inizio della stagione. Questo staff si compone di Head of Women’s Football, marketing manager, allenatore e allenatore in seconda, fisioterapista o sport therapist, dottore, uno strength and conditioning coach, un preparatore dei portieri.
Si richiede anche la presenza di ulteriori persone specializzate in safeguarding e ruoli di player-welfare, in più un matchday safety manager. Sapere che club che rispettano questi criteri ma non hanno la volontà di uno sforzo ulteriore indirizzato al futuro della propria squadra nel calcio femminile, è un segnale preoccupante, a maggior ragione se arriva da quella che è universalmente riconosciuta come la patria europea del movimento.





