Organizzare i calendari per il calcio femminile è ovviamente un processo faticoso, soprattutto quando, nell’epoca dei diritti televisivi, il maschile ha la priorità per quasi tutti gli slot. Ma come funziona per la WSL?
Le difficoltà organizzative della WSL
Tom Garry, per il Guardian, ha riportato la situazione più nel dettaglio. Le discussioni iniziano a dicembre dell’anno precedente, ma per il 2027-28 bisognerà considerare anche l’incidenza del Mondiale per Club femminile, che inaugurerà la sua prima edizione. A questo si aggiungono le nuove finestre internazionali FIFA, che occuperanno due interi weekend come avvenuto sinora, soprattutto considerando che la WSL ha solo 20 weekend a disposizione, contro i 33 della Premier League,
Una volta stabilite le date, il calcio femminile comunque deve aspettare, e poiché West Ham e Crystal Palace non giocano in stadi di proprietà, ma che sono lo stadio di casa di due club della National League (Dag&Red e Sutton rispettivamente), il campionato deve attendere anche la quinta divisione inglese. La sfida per il 2026-27 sarà trovare la disponibilità dei campi anche in considerazione del Mondiale femminile di rugby. Solo dopo si scelgono gli orari e le scelte televisive.
La fascia oraria tanto discussa delle ore 12:00 (13:00 italiane) è stata scelta in quanto la Football Supporters’ Association si era lamentata del fatto che i tifosi faticavano a capire quando si giocasse, ma non avevano specificato un orario, se non chiedere di evitare la programmazione delle partite alle 18:30 della domenica, poiché a loro dire penalizzavano la vendita dei biglietti. E paradossalmente sta creando difficoltà anche l’apertura dell’impianto principale, perché in città come Londra bisogna comunque coordinare i trasporti contando anche il calcio maschile.
Cosa emerge dal report
Dal report sulla WSL emerge che le difficoltà di coordinamento non dipendono soltanto da calcio maschile e broadcaster, ma anche da un’altra serie di piccoli accorgimenti burocratici che il sistema deve mandare avanti per riuscire ad accontentare, nel limite del possibile, sia il movimento maschile, sia quello femminile.





